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La dieta mediterranea: le cinque ragioni del suo successo

Data:

22/11/2018


La dieta mediterranea: le cinque ragioni del suo successo

“Tradizione e innovazione per un’alimentazione sostenibile nel futuro“

Conferenza del Prof. Carlo Alberto Pratesi, Università Roma Tre, in conversazione con lo chef Gabriele Taddeucci

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In occasione della III Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il cui tema è quest’anno La cucina mediterranea, l’Istituto Italiano di Cultura è lieto di ospitare una conferenza del Prof. Carlo Alberto Pratesi, Professore Ordinario di Marketing, Innovazione e Sostenibilità presso l’Università Roma Tre. Nel corso della serata il Prof. Pratesi intratterrà una conversazione con Gabriele Taddeucci, executive chef presso lo Star Group.


La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è un appuntamento annuale promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che intende valorizzare la tradizione culinaria italiana nel mondo, quale uno dei segni distintivi del Marchio Italia. Nel 2018 la Settimana si terrà fra il 19 e il 25 novembre in tutto il mondo, e il focus sarà l’aspetto culturale legato alle tradizioni e agli ingredienti del territorio.


Ci sono cinque ragioni per ritenere che la cucina italiana, e più in generale la Dieta Mediterranea, sia al primo posto in termini di sostenibilità da un punto di vista economico, sociale e ambientale.

1) Benessere. La prima “piramide alimentare” basata sugli studi scientifici di Ancel Keys (1958) ha spiegato al mondo che la dieta che Keys chiamò “Mediterranea”, ovvero basata su un consumo bilanciato di alimenti specifici (ad es. olio d’oliva, frutta, cereali, legumi ecc.) potrebbe ridurre i tassi di mortalità per malattie cardiache rispetto alle diete ricche di grassi saturi tipiche dell’Europa del nord.

2) Gusto. In alcuni paesi (ad esempio gli Stati Uniti) i cibi poco sani vengono considerati più saporiti dei cibi sani. Ciò non vuol dire che i cibi sani non possano anch’essi essere saporiti: lo prova l’incredibile successo di cui gode la cucina italiana fra i consumatori. Basti pensare al numero crescente di ristoranti italiani in tutto il mondo. Alcuni di essi sono al 100% italiani, con prodotti e chef italiani. Altri si accostano molto di più a quello che noi definiremmo “dal suono italiano”.

3) Convenienza. Il successo della dieta mediterranea non deriva solo dal (buon) sapore dei nostri piatti. Il cibo italiano, se paragonato al suo principale rivale (la cucina francese) è molto più economico. Ciò perché l’80% della qualità di un piatto italiano è il risultato degli ingredienti che lo compongono. Il resto (20%) è dovuto all’abilità dello chef. Per la cucina francese vale esattamente il contrario: 80% chef, 20% ingredienti. In sostanza: il cibo italiano è principalmente “generato dal consumatore”.

4) Tradizione orale. La quarta ragione è legata alla nostra storia. Normalmente dietro ciascun ingrediente italiano ci sono un territorio e una storia molto antica. Le ricerche più recenti dimostrano che nomi e storie unici sulle origini del cibo aumentano la percezione di autenticità da parte del consumatore: ciò si traduce facilmente nell’esperienza e nella soddisfazione del consumatore.

5) Ambiente. L’ultima, ma non meno importante ragione del successo è l’impatto ambientale. Studi recenti provano che i prodotti della dieta mediterranea più raccomandati per i loro indicatori nutritivi hanno anche un basso impatto sull’ambiente. Al contrario, gli alimenti con livelli di consumo meno raccomandati sono anche quelli che hanno un impatto ambientale più elevato.

Sulla base di queste considerazioni, cosa possiamo fare per preservare e sviluppare la dieta mediterranea (tenendo presente che gli stessi italiani stanno modificando la loro dieta nella direzione di cibi processati e a maggiore densità energetica) e renderla sempre più sostenibile?

pratesiCarlo Alberto Pratesi è nato a Roma nel 1961, e nel nel 1985 si è laureato in Economia alla LUISS di Roma. Come professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Studi Aziendali dell'Università Roma Tre è titolare della cattedra di Marketing, innovazione e sostenibilità. Tiene regolarmente seminari e conferenze sui temi dell'innovazione, del marketing e della sostenibilità agro-alimentare sia in Italia che all'estero. Dal 2009, anno della sua costituzione, è consulente scientifico del Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) e insieme a Luca Ruini (responsabile Ambiente Sicurezza ed Energia di Barilla) ha ideato e disegnato la "doppia piramide" (che oggi ne è diventata l’icona) per divulgare il concetto della dieta sostenibile. Ha inoltre partecipato alla progettazione e al lancio del BCFN YES!, concorso internazionale di idee sull'agricoltura e l'alimentazione. Dal 2016 è mentore del programma Startupbootcamp FoodTech e dal 2016 è academic advisor di LCE-Life Cycle Engineering, per il quale fornisce consulenze legate all’eco-design, la comunicazione ambientale e la conformità normativa. I suoi principali campi di ricerca sono: cibo e sostenibilità, imprenditoria e start-ups, oltre a comunicazione e marketing aziendali. Io suo ultimo libro è Il cibo perfetto. Aziende Consumatori e Impatto Ambientale del Cibo (con M. Marino, Edizioni Ambiente 2015). I suoi ultimi articoli: “Towards Zero Waste: an Exploratory Study on Restaurant managers”, (con Principato L., Secondi L.) in International Journal of Hospitality Management, Volume 74, agosto 2018 e “Working toward Healthy and Sustainable Diets: The "Double Pyramid Model", developed by the Barilla Center for Food and Nutrition to Raise Awareness about the Environmental and Nutritional Impact of Foods” con Ruini L.F., Ciati R., Marino M., Principato L., Vannuzzi E., in Frontiers in Nutrition 2015, 4 agosto 2018.

La conferenza sarà tenuta in inglese.

Ingresso:

  • Gratuito per i soci dell'Istituto
  • $15 per amici e simpatizzanti (contributo per copertura parziale spese organizzazione evento)

Prenotazione obbligatoria: www.eventbrite.com.au 

Informazioni

Data: Gio 22 Nov 2018

Orario: Dalle 18:00 alle 20:00

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura

In collaborazione con : Camera di Commercio Italiana

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di Sydney

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