«Un punto di svolta cruciale, il legame tra il primo stile neorealista di Visconti e l’ossessiva stilizzazione dei suoi film più tardi.» – Dave Kehr, Chicago Reader
«La città del film di Visconti è un palinsesto in cui la modernità del dopoguerra… si sovrappone alle rovine del passato gotico della città.» – Michael Sooriyakumaran, Bright Lights Film Journal
In una città portuale toscana, il giovane vagabondo Mario (Marcello Mastroianni) incrocia su un ponte una donna, Natalia (Maria Schell), in lacrime. Nelle sere successive, i due si incontrano nello stesso luogo, e lei gli confida il motivo della sua attesa: sta aspettando un uomo la cui promessa di ritorno non è stata mantenuta. Sebbene stia iniziando a provare dei sentimenti per lei, Mario si offre di farle da intermediario, avvicinando sempre più il momento inevitabile in cui dovranno separarsi oppure, forse, abbandonarsi l’uno nelle braccia dell’altra.
Adattamento di un racconto breve di Fëdor Dostoevskij, la fantasia notturna di Luchino Visconti richiama i classici film francesi degli anni Quaranta attraverso l’uso di set in studio e di un’illuminazione ad alto contrasto, un netto distacco dal Neorealismo che aveva dominato il cinema italiano del decennio precedente. Eppure, in mezzo a questa accentuata artificialità, emerge con forza il dolore del desiderio umano.
Introduzione a cura di Ivan Cerecina al Ritz Cinemas e Adrian Danks al Lido Cinemas.
Presentato con il generoso supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney e dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne.
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